A head full of ghosts – Paul Tremblay

Alla fine di “A head full of ghosts”, nella sezione ” Paul Tremblay consiglia”, dove l’autore elenca libri e film che lo hanno ispirato e costituiscono la principale risorsa sull’esorcismo, una frase su tutte mi ha parlato:
“…Le migliori storie di possessione sono in definitiva quelle che fanno leva sulla nostra smania di cedere alle ossessioni”.

Credo che questa frase possa riassumere la storia di Marjorie e della sua famiglia. Perchè durante tutta la lettura sei lì che ti chiedi: è posseduta o no? Finge? Come può farsi del male deliberatamente in questo modo?

E leggendo altre recensioni su “A head full of ghosts” ho osservato di non essere l’unica a farmi tali domande.
Può essere parecchio snervante, perchè Paul Tremblay ti porta in una direzione, quasi ti convince di qualcosa, e poi accade qualcos’altro che fa vacillare tutte le labili convinzioni a cui sei arrivato fin lì.

Credo che il senso del libro sia tutto qui. Questo è un viaggio nelle famose pieghe della mente umana, per vedere come ognuno reagisce a un certo evento, come qualcuno mantiene la calma e una visione razionale, come qualcun altro perde ogni contatto con la realtà.

Paradossalmente, non avevo mai letto libri sulla possessione demoniaca, nonostante abbia visto svariati film sull’argomento. L’approccio di Tremblay è molto interessante: usando un modo di raccontare snervante, con cambi repentini di direzione, non dà mai risposte precise, lascia che il lettore si faccia un’idea, la smonta, ne ricostruisce qualche mattoncino per poi distruggere tutto di nuovo.

E’ Merry a raccontare, la sorella di Marjorie, otto anni al tempo dei fatti narrati. Anni dopo, sente il bisogno di fare chiarezza sul passato, di affrontare la verità, per quanto terribile e scomoda possa essere.

Meraviglioso.

🙂