Ore otto e trenta

Ore otto e trenta. piazza del Duomo.

i passanti tracciano percorsi

sulla spianata

davanti alla solita piramide cava.

il pensiero

di un posto, di qualcuno

li precede di alcuni passi.

ognuno sgomitola il proprio cammino.

Scivolo

poco per volta

nel mio sedile d’autobus,

durante la corsa.

sono stanca.

le case che vedo

sono riquadri senza importanza

sulle cartine dei turisti.

certi muri

hanno l’intonaco che

sembra una pelle

scottata dal sole,

arsa, morta,  si stacca.

un uomo in canottiera

è affacciato ad una finestra

e accarezza sul davanzale

un cagnolino disteso.

una presenza avanza

nel corridoio,

una vecchietta,

su gambe malsicure

si sposta da un palo all’altro

e si prepara a scendere.

ruota quasi su se stessa

quando tasta il cemento con un piede

e la sua faccia è un misto

di rabbia e stanchezza.

in queste vie

oggi

ogni colore diverso dal grigio

sembra un lusso lontano.