Racconto del legame storico-sentimentale tra donne e gatti ?

Ho avuto gatti molto tardi, tardissimo, a  25 anni. I miei non avevano mai voluto animali in casa. Quando sono arrivati i fratellini Tigro e Matilda la mia vita è cambiata. Io non so come la vita cambi quando arrivano dei figli, e forse non lo saprò mai, ma quando i fratellini sono entrati nella mia casa, tante cose hanno cominciato a ruotare attorno a loro, anzichè sempre e solo a me. Un figlio forse ti sconvolge, un figlio cambia tutto, le priorità, i desideri, i sogni…Eppure quello che succede al cuore quando ci lasci entrare un gatto è una magia che sono convinta sia tutta speciale, e che non possa essere paragonata a nient’altro.

Nel mondo della danza, che bazzico da circa una quindicina d’anni, tantissime ballerine hanno uno, due, tre, dodici gatti. Voglio dire, ci convivono, li amano, sono stregate dalla loro bellezza, sono attonite di fronte alla loro assurdità. Se su Google fai una ricerca “gatti-attrici famose” sullo schermo compaiono foto di Cher, Brigitte Bardot, Audrey Hepburn, Meryl Streep ritratte con in braccio i loro mici.  E’ abbastanza normale pensare che esista una affinità elettiva tra donna e gatto, che l’eleganza e la profondità che condividono abbiano origini antiche come il mondo.

Diversi mesi fa, alla mia richiesta di qualche tema su cui lavorare, Antonella mi aveva suggerito di indagare questo legame e di scriverci sopra. L’idea mi è piaciuta molto, e allora ho sbirciato in giro, ho trovato una serie di siti da cui prendere spunto, e che mi aiutassero nella ricerca. Quella tra donna e gatto è una storia d’amore molto affascinante, intensa, travagliata, che nel mondo di oggi mi sembra trovare una sorta di lieto fine, se possibile, visto il numero impressionante di case in cui vive almeno un essere peloso con le vibrisse.

Nell’antico Egitto il gatto venne inizialmente introdotto per dare la caccia ai topi, ma poi gli Egiziani che, anche a giudicare dall’estro della loro arte, avevano un senso estetico piuttosto spiccato, furono travolti senza speranza dal fascino misterioso e irresistibile dei pelosetti. Le statue della dea Bast erano composte da un corpo di donna e una testa di gatto, quest’ultima a rappresentare la luna: regina della notte, proprio come il suo amico felino. Sembra che donna e gatto avessero una posizione di estremo rispetto nella società egiziana; a parte il rispetto dovuto alla moglie del faraone e alle sacerdotesse, pare che anche le donne del popolo fossero libere di lavorare al pari degli uomini, e che la loro libertà non fosse paragonabile a quella di altre società dell’epoca.

Furono poi i Greci a es-portare i gatti nel continente europeo, dove i mici si diffusero un po’ ovunque.  In alcuni Paesi del nord Europa il gatto era considerato animale totemico e magico, col potere di proteggere le case e le famiglie dalle scorribande dei troll. Narra una leggenda norvegese che Freya, dea dell’amore e della fertilità, percorresse le sue terre su un carro trainato da due grossi Norvegesi delle foreste. Una cascata di capelli colore dell’ambra, una lunga veste svolazzante alla velocità del suo carro, e davanti due maestose piccole linci al galoppo, con pennacchi di pelo alla fine delle orecchie, il pelo maculato e gli occhi gialli.

Poi arrivarono i Cristiani. A quanto pare i capolavori della letteratura cristiana, i testi forse più erroneamente interpretati nella storia dell’umanità, la Bibbia e i Vangeli, non contengono nessuna indicazione precisa sulla malignità del gatto, nessun monito e sulla natura femminile come diabolica. Ma questo non salvò donne e gatti da vere e proprie persecuzioni: pensati come strumenti dell’oscurità, colpevoli di adorare le fasi mutevoli della luna, professatori di una sessualità aperta e promiscua, meritavano punzioni esemplari. Il Dio cristiano è uomo, la donna è solo un accessorio, per quanto la figura della Madonna sia oggetto di adorazione. La medievale “caccia alle streghe” usava pretesti che affondavano le radici nella supersitizione e nell’ignoranza paesana – donne malefiche perchè coi capelli rossi, perchè avevano in casa dei gatti, perchè osavano comportarsi in modi ritenuti poco ortodossi  – per mettere alla forca, anzi al rogo migliaia di donne, dopo averle decretate colpevoli di pratiche anti-religiose. Al punto tale che un paio di secoli più tardi alcune malattie si diffusero tra la popolazione con effetti devastanti perchè mancando i gatti, i topi, portatori di germi e sporcizia, proliferavano.

La vera inversione di rotta avvenne diversi secoli più tardi, prima durante l’Illuminismo, quando la donna cominciò a perdere la sua aura diabolica a favore di una più realistica considerazione come membro attivo della società, e poi con le ricerche scientifiche di Louis Pasteur, che vide nel gatto un essere tutt’altro che inquietante e maligno: la sua pulizia costante e profonda divenne un esempio da seguire proprio per evitare i contagi e le epidemie.

Nacque il concetto di gatto come animale “socialmente utile” e di compagnia nelle case aristocratiche e borghesi. Alla fine dell’800 le donne cominciarono a lottare per ottenere alcuni diritti basilari concessi fino allora solo agli uomini, primo fra tutti il diritto di voto. E lo ottennero in tutta Europa e oltreoceano, in tempi diversi, entro la prima  metà del ‘900.

Quello di oggi non sarà il mondo ideale, ma un mondo in cui donne e gatti possono vivere felicemente. Un mondo di persone che organizzano le vacanze in funzione di Fufi e Garfield, di cat sitting io per te tu per me, di forum su come far fare ai gatti un viaggio in aereo il meno traumatico possibile, di  blog e vlog dedicati a quanto strani e meravigliosi sono questi esseri che abitano insieme a noi. Ci sarà sempre il vicino testa di cazzo che vuole uccidere il tuo gatto che sostiene gli rovini il prato e le piante. Il mondo non è perfetto, i nostri pelosetti vanno comunque protetti.

Forse da questo rapporto da cui erano esclusi gli uomini si sono sentiti minacciati. Non capivano, pensavano ci fossero ragioni cospiratorie e malvage dietro a un legame invece tanto semplice e naturale.

Ieri sera mi sono messa in camera e ho letto un paio d’ore; ho alzato gli occhi a un certo punto e ho visto Tigro ai miei piedi, sopra la coperta, e Frida nell’angolo del letto opposto a me, tutti e due profondamente addormentati. Mi sono sentita come se non mi mancasse niente. Come se ci fosse un alito di perfezione in quel momento. E’ come se ci fosse tra di noi un costante scambio di energie. Io trovo un po’ di pace accarezzandoli, osservando il loro respiro e le ciambelle che solo loro sanno fare così bene; e voglio pensare che loro possano abbandonarsi al silenzio e al sonno perchè io ci sono. Non conosco anti-stress migliore del pelo di un gatto per sciogliere il nervosismo di una giornata di lavoro, e non sono mai riuscita a trovare niente di più misterioso e appagante di un gatto che si rilassa e ti offre la pancia.

Se potessi scegliere di avere un’abilità in più rispetto alle mie di umana, vorrei essere capace di fare le fusa.